E così a circa 20 mesi dalla conclusione dell’operazione “scrigno” con gli arresti di 33 persone, tra cui l’on. Paolo Ruggirello, principale imputato, ed in piena fase dibattimentale, si scopre che le trascrizioni delle registrazioni potrebbero non sono corrette, bisogna riverificarne tutto il contenuto. Può sembrare incredibile, ancora di più se a porre il problema sono i magistrati della Procura, coloro che hanno indagato utilizzando, ovviamente, per le loro indagini e le loro conclusioni, anche le intercettazioni telefoniche.

Già a maggio, in una delle udienze in corso, il sostituto procuratore della Dda Gianluca Deleo aveva chiesto e ottenuto l’ammissione e la trascrizione delle intercettazioni ambientali e telefoniche, alcune delle quali facenti parte di  altri processi. Il lavoro affidato ad un perito era andato avanti spedito e le trascrizioni già fatte erano state depositate. Nel verificare a campione le trascrizioni sono stati i magistrati ad accorgersi di errori di trascrizione, sembrerebbe ripetuti più volte. A questo punto, nell’udienza del 12 novembre hanno segnalato il problema alla presidente del collegio giudicante Daniela Troja che, per prima cosa, ha dato ordine al perito di sospendere il lavoro e di consegnare tutto il materiale informatico che gli era stato consegnato per le trascrizioni. La presidente ci vuole vedere chiaro sulla delicata vicenda e per questo ha anticipato l’udienza già fissata a dicembre per il prossimo giovedì. All’udienza dovrà essere presente anche il perito per tutte le spiegazioni del caso.

Uno stop del processo che non sembrano temere le difese, secondo le quali si potrebbe trattare di marchiani errori che non inficiano il significato ed il contenuto delle trascrizioni; l’errore maggiore, a loro avviso, sarebbe relativo alla identificazione certa dei personaggi intercettati.

                                                                                  A.V.

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