Terminata la sbronza elettorale dei dati e dei numeri, si passa, come sempre al momento delle riflessioni. Ed è un fiorire di prese di posizione da parte di tutti, colleghi giornalisti in primo piano, ma anche di chi a queste elezioni si era completamente disinteressato. Ma il risultato c’è stato e si può pontificare. Il responso è già pronto e vale per tutti o quasi: queste elezioni le ha perse una sola persona Pietro Savona! Incredibile ma vero. Secondo questi opinionisti alla amatriciana, se Savona voleva vincere doveva essere così bravo da accattivarsi la simpatia di trentamila trapanesi che dovevano già alle sette del mattino di domenica essere in fila dietro i seggi elettorali pronti a sbarrare quel rettangolo con il suo nome. Nessuno che evidenzi come il voto sia stato condizionato dalle vetuste regole elettorali che forse solo Fazio ricordava e del suo conseguente atteggiamento per farle fallire. Già, il colpevole era Savona che, guarda un po’, a questo punto doveva ritirarsi per “permettere una elezione regolare e democratica”. Cioè, nel gioco dell’assurdo delle tante facce di bronzo e dei voltagabbana, l’unico “innocente” diventava colpevole. Gli altri tutti assolti. A cominciare da Fazio, ma su quello si è già detto anche troppo. Che dire invece dei tanti “ dispiaciuti” -sì dispiaciuti del giorno dopo- così si dicono in interviste o in privato, gli amici del sen. D’Alì. Ma non sono quelli che hanno dato l’indicazione di andare al mare? E su questa lunghezza d’onda non si sono affiancati i dirigenti, pardon si chiamano portavoce, dei 5 stelle?
Costoro meritano una menzione speciale. A Trapani molti dei loro afficionados, quelli che investono i social di frasi ad effetto, vengono da una militanza di sinistra, ma fanno parte della schiera di coloro che preferiscono un’evirazione al posto di darla vinta. E non importa se questo significa andare a destra. Queste elezioni in campo nazionale e locale sono servite a fare buttare la maschera a questo movimento “stellare” : è un movimento di destra. A Trapani hanno dovuto fare la scoperta che lo spazio della destra era ed è abbastanza occupato. Si sono solo aggiunti, il loro risultato è stato misero, nonostante la venuta dei big. Grillo e company, così come D’Ali e & dovrebbero meditare sul fatto che sono stati sconfitti da un gruppo di persone, molti dei quali sinceri democratici senza partito, ma anche da una parte, non tutta, del Pd trapanese. A proposito dei 5 stelle e con riferimento al giornale che li “sostiene” dice tutto il titolo di prima pagina di ieri del Fatto Quotidiano: “ A Trapani il PD perde anche da solo”. Incredibile! Qualunque direttore serio avrebbe già cacciato un giornalista che scrive una simile panzana.
Rimane da dire del PD. Il suo ruolo. Savona, lo abbiamo già scritto, è un iscritto al PD ma da tempo non svolge più alcun ruolo dirigente. Ha voluto cimentarsi in questa campagna elettorale e ha trovato ad affiancarlo una moltitudine di amici, ma anche, si deve riconoscere, la sen. Orrù e, soprattutto, l’on Paolo Ruggirello che è si iscritto al partito ma ha sempre avuto una posizione autonoma. Ed infatti c’era una lista che faceva riferimento alla sua persona. Presenze più di maniera che di sostanza quelle dell’assessore Gucciardi.
E il PD, quello nazionale, visto che a Trapani sono accaduti episodi di rilevanza nazionale e oltre, che hanno visto calare a Trapani giornalisti di tutte le testate? Silenzio.

Il Pd nazionale ha preferito il silenzio. Nessuno dei suoi dirigenti nazionali si è degnato di farsi una passeggiata a Trapani, magari dopo aver speso un’intera giornata a Palermo dove pure il candidato non era un loro iscritto. La beffa è stata quella dei giorni dell’incredibile ballottaggio tra Savona ed il commissario. Non sono venuti a Trapani ma hanno mandato il messaggino video. Se lo potevano risparmiare. Il Pd ha tentato di mettere il cappello su un successo, perché questo è stato l’arrivo al ballottaggio di Savona, che non gli apparteneva. E sembra che qualcuno che non ama il Pd non abbia gradito e in questa seconda tornata abbia preferito disertare le urne.
Comunque se si vuol comprendere quale è stato l’apporto del Pd in queste assurde elezioni basta leggere il commento dell’on. Antonella Milazzo, sino ad oggi renziana di ferro, secondo la quale “i cittadini hanno rifiutato la proposta di Pietro Savona”. Ha detto così. Secondo l’esponente del Pd, che per il ruolo ricoperto non possiamo aggiungere ai commentatori alla amatriciana, Savona – che prima è andato al ballottaggio sconfiggendo 5 stelle e D’Alì e che successivamente in quell’incredibile e surreale ballottaggio ha comunque raddoppiato i suoi voti, sfiorando quel traguardo che se avessero votato in trentamila l’avrebbe eletto a Sindaco – è stato bocciato dall’elettorato. Ci vuole, lo diciamo con rispetto, una faccia di bronzo e oltre perché un’esponente del Pd dica queste cose. Ma si capisce meglio il vero obbiettivo della Milazzo quando fa riferimento al futuro, alla “costruzione di una coalizione credibile di vera rottura con il passato”. La Milazzo non guarda a Savona ma a se stessa al suo futuro. Era stata eletta come il socialista Oddo nel listino: domani, a novembre, i voti se li dovrà guadagnare e dovrà avere “un programma ed una coalizione credibile “che la protegga.
Aldo Virzì
p.s – Credo che con questo articolo sospenderò il mio interesse professionale su queste elezioni, rimane quello del cittadino ed elettore che interessa solo me. Voglio chiudere riportando quanto scrive la Prof. Ignazia Bartolini, docente universitaria e nella squadra assessoriale di Savona. Faccio mia la sua chiusura di stagione politica con una bellissima e emozionante riflessione su quanto ha visto prima di allontanarsi dal comitato elettorale e riprendere il suo ruolo di docente.
Ieri sera mentre tutti cercavano di farsi coraggio e di trovare pensieri e parole che tenessero viva la speranza di un futuro anteriore in cui le passioni politiche e regole civiche potranno confluire in un risultato elettorale tangibile, un’anziana signora dai capelli bianchi piangeva in silenzio. Un pianto senza parole, accorato, come quello che solo una madre conosce, perché conosce visceralmente lo stato d’animo del proprio figlio. Pietro Savona si è sottratto agli abbracci degli amici e si è inginocchiato per abbracciarla a sua volta, e accoglierla come una bimba da consolare in un trapasso generazionale che annulla il tempo e lascia solo l’amore che resta per sempre.

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