Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha avviato la mappatura delle scuole ed insieme all’Assessorato Regionale dell’Istruzione ha attivato un programma gratuito e qualificato di affiancamento a Comuni e Provincie per la compilazione delle schede utili a conoscere le condizioni di ogni edificio scolastico.

Il Ministero ha anche avvisato che schedature incomplete degli immobili scolastici precluderanno l’accesso ai futuri programmi di finanziamento.

«L’amministrazione comunale – afferma Salone, presidente della II Commissione permanente Lavori Pubblici – sembra non abbia mosso un dito in questo senso, anzi, l’unico funzionario del Comune che stava seguendo la schedatura, il geom. Giampaolo Festuccia, sembra sia stato trasferito ad altro settore ed altro incarico».

«Il Comune – continua Salone, – corre il serio rischio di non beneficiare di questi fondi, necessari per sistemare le scuole della città. Sono 46 gli istituti scolastici gestiti dal Comune di Trapani e per ciascuno l’amministrazione dovrebbe inviare al dipartimento regionale della Pubblica Istruzione le schede tecniche, compilate correttamente, che costituiscono, di fatto, uno screening degli interventi necessari su ogni singolo istituto e vanno a comporre la cosiddetta “anagrafica scolastica”, base di raccolta dati fondamentale per accedere ad ogni tipo di finanziamento».

«Per questo motivo – conclude il presidente della Commissione Lavori Pubblici – ho presentato una urgente richiesta di intervento da parte dell’amministrazione comunale perché in qualche modo provveda con solerzia alla compilazione completa dell’anagrafe scolastica. Sarebbe disdicevole che, ancora una volta, progetti destinati alla regolarizzazione dei certificati antincendio passino senza che si possa accedere ai relativi finanziamenti, iniziative per scuole vandalizzate abortiscano fin da subito e tutto per non avere approfittato di aiuti gratuiti e per aver depotenziato gli uffici comunali che dovrebbero occuparsene. Ovviamente siamo qui, insieme ai Dirigenti Scolastici, a controllare che almeno il lavoro gratuito sia acquisito e le nostre scuole messe a norma».

 

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