Salone accusa la Trapani Sailing Series: “Ancora non saldati i debiti”, ma arriva la replica

Di seguito la nota del consigliere comunale di Trapani Francesco Salone e la successiva replica da parte della Trapani Sailing soc. coop..[su_spacer]

“Imprenditori, ditte e maestranze trapanesi attendono ancora di essere pagati dalla società trapanese appositamente costituita per organizzare la regata velica Audi Tron Sailing Series che si è svolta a Trapani tra la fine di agosto ed i primi di settembre del 2015. A fronte dei servizi resi lo scorso anno, una ventina di creditori attendono ancora di essere saldati. Trapani rischia così di trasformarsi da «Città del sale e della vela» a città delle promesse da marinaio pronunciate al vento e del sale sulle ferite di tante persone perbene, per altro già soffocate dall’attuale sfavorevole congiuntura economica, che hanno avuto la sola colpa di essersi fidati.[su_spacer]

Alla regia di questa vicenda poco commendevole, come detto in premessa, c’è la società Cooperativa a responsabilità limitata Trapani Sailing Series, costituita con atto stipulato il 18 giugno 2015 innanzi al notaio Francesco di Natale e formata dai seguenti componenti: Giovanni De santis, Consigliere delegato dell’Ente Luglio Musicale Trapanese; Giulio D’Ali Solina; l’avvocato Dario Genovese; Concetta Spataro detta Cettina, già assessore provinciale al turismo; Julio Trovato, dirigente della Pallacanestro Trapani; Alberta Modica, segretaria dell’avvocato Biagio Bosco; Sergio Messineo; Brahim Trabelsi; Salvatore “Totò” La Pica, già consigliere comunale. Tale società ha il seguente consiglio di amministrazione: Presidente Antonella Basciano, Vice presidente Giulio D’Alì, Consigliere Nominato Totò La Pica. Tutte persone riconducibili, per vicinanza politica, al senatore Antonio d’Alì, di cui è nota la passione per la vela e per le regate come volano di immagine ed economia per la città.[su_spacer]

Solo che questa volta la regata, utilizzata quale vetrina per alcune persone, in particolare Giulio D’Alì oltre che dallo zio senatore, è stata realizzata, in realtà, grazie agli sforzi economici di alcuni imprenditori, ditte e maestranze trapanesi non pagate come dovuto e che sono in credito di alcune decine di migliaia di euro quali corrispettivi delle più svariate prestazioni: alloggi, quali camere ed appartamenti per l’accomodation per ospiti e personale tecnico; pubblicità di vario tipo; catering e servizi di ristorazione; allestimenti; giochi pirotecnici; lavori di carpenteria metallurgica; noleggio gommoni; noleggio impianti audio e luci; parcelle professionali per pratiche autorizzative; servizi di movimentazione barche; connettività internet; posa in opera di corpi morti e catenarie attraverso lavori subacquei.[su_spacer]

A ciò si aggiunga che nelle settimane scorse, verso la fine di gennaio, l’Avvocato Biagio Bosco, che è anche legale del Sen. Antonio d’Alì e la cui segretaria, come detto, risulta essere una dei soci della società, ha inviato ai creditori alcune mail con le quali la Società Cooperativa a r.l. contestava gli importi fatturati dai fornitori di beni e servizi per la regata perché determinati “unilateralmente senza documento di accordo e/o autorizzazione scritta dalla committenza, nonché disancorato dalla attività in concreto resasi eventualmente necessaria per alcuni interventi”. Come se, per esempio, il sommozzatore si fosse fatto autorizzare dalla Capitaneria di Porto di Trapani e fosse stato per ore sott’acqua senza che nessuno gliel’avesse mai chiesto, per puro capriccio; oppure come se la ditta “Angelino” avesse deciso, senza alcuna richiesta, di prendere la spontanea e benefica decisione di rifocillare, offrendo il catering, i numerosi partecipanti.[su_spacer]

La Società Cooperativa a r.l. Trapani Sailing Series, appositamente costituita per l’evento velico, e postasi come interfaccia con il Comune di Trapani e con la Società genovese proprietaria della regata Audi Tron Sailing Series, è iscritta nella sezione “cooperative a mutualità prevalente” di cui agli artt. 2512 e segg., categoria “cooperative di produzione e lavoro”.

Come è noto, in quanto cooperativa di produzione e lavoro requisito di legge è che tutti i soci debbano avere competenze nell’ambito del settore di lavoro, ed essa nello svolgimento della attività dovrebbe avvalersi prevalentemente delle prestazioni lavorative dei soci. Il ricorso alle numerose maestranze, ditte e imprese locali, lascerebbe presupporre, al contrario, che la cooperativa si sia mossa ben al di fuori dell’ambito mutualistico, affidando in massima parte a terzi i lavori derivanti da obblighi contrattuali con la società rappresentante della Audi Tron Sailing Series. Inoltre il Comune di Trapani già il 5 di agosto, quindi prima dello svolgimento della manifestazione sportiva, aveva chiaramente espresso, con più note scritte ed attraverso una conferenza dei servizi, che per la regata e manifestazioni ad essa connesse avrebbe messo a disposizione solo servizi senza sborsare un euro dal proprio bilancio.[su_spacer]

Si può dunque immaginare che la suddetta società cooperativa poteva ragionevolmente nutrire la preoccupazione che nessun sostegno economico e finanziario, in termini di contributi in denaro, sarebbe intervenuto da parte pubblica. Tuttavia, la Società Cooperativa ha caparbiamente realizzato l’evento commissionando forniture di beni e servizi alle ditte, imprese e maestranze locali, pur consapevole che avrebbe dovuto risponderne con proprie risorse, ovviamente limitatamente al capitale sociale. Come sempre, mi assumo la responsabilità delle mie dichiarazioni, con la convinzione che è bene emergano alla luce del sole verità talvolta scomode che molti, anche tra quanti hanno sofferto un danno economico, non hanno avuto, e non hanno ancora, il coraggio di far emergere. Chiunque volesse contezza delle mie dichiarazioni bussi alla mia porta”.[su_spacer]

Questa, invece, la replica della Trapani Sailing soc. coop.:

“I vertici della Trapani Sailing prendono atto della singolare iniziativa del consigliere comunale Salone che ha ritenuto di poter diramare un comunicato riguardante fatti e vicende aziendali, narrate erroneamente, che nulla hanno a che vedere con la sua carica comunale ed hanno già dato mandato legale per sporgere querela ed azione di danni contro lo stesso per tutti i profili diffamatori resi impropriamente pubblici con il comunicato che si censura.
Precisano i vertici della società che l’azione giudiziaria sarà estesa contro chiunque tenterà in qualsiasi modo di strumentalizzare l’iniziativa diffamatoria del consigliere Salone”.

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