Sempre più pesanti accuse per Fazio

Ormai l’indagine “Mare Mostrum” si è trasformata in una matrioska, quelle bambole russe che si sfilano l’una sull’altra. E sfilando “ le bambole”  gli investigatori hanno trovato altri e più pesanti elementi di accusa nei confronti dell’on Girolamo Fazio, candidato sindaco di Trapani con lo slogan della efficienza e dell’onestà.

Infatti nella sua abitazione i carabinieri hanno trovato numerose fatture intestate alla “Liberty lines” la società dei Morace, relative al pagamento di lavori di ristrutturazione di edifici di proprietà del Fazio e della suocera. Per i magistrati è la prova che Fazio sarebbe stato sul libro paga dei Morace per i tanti servigi da lui resi in favore degli armatori profittando del suo ruolo istituzionale di deputato regionale. Il capo d’accusa iniziale per Fazio era, come è noto, il suo ruolo nel fare ottenere a Morace esosi contributi da parte della Regione che secondo la dirigente Piazza erano ingiustificati. Fazio avrebbe persino minacciato pesantemente la Piazza, si sarebbe adoperato per cercare di capovolgere una sentenza della CGIA a sfavorevole  agli armatori. Servigi che, ai magistrati, ha giustificato come vincolo di amicizia. Un’amicizia per la quale poteva chiedere ai Morace biglietti gratis per le corse in aliscafo o l’utilizzo di una mercedes. Poco, troppo poco. Ed infatti si scopre adesso che quei servigi erano costati ai Morace decine e decine di miglia di euro, cifre enormi di una corruzione sulla quale i magistrati stanno ancora indagando e che potrebbe riservare ancora nuove sorprese. Insomma Fazio chiedeva e Morace pagava.

Anche alla luce delle nuove scoperte si deve presumere che i magistrati abbiano deciso di confermare per Fazio la misura degli arresti domiciliari. E’ anche probabile che possa essere sottoposta a nuovi interrogatori per avere chiarimenti di quanto è già emerso e potrebbe emergere dalla lettura delle carte sequestrate tra ufficio e abitazione dell’ex sindaco. Fazio – sull’esempio di Ettore Morace che si era dimesso da amministratore delegato della Liberty lines alleggerendo la sua posizione e ottenendo d lasciare il carcere Pagliarelli e andare ai domiciliari – si era dimesso da componente la commissione ambiente, ma non da deputato. Sperava così di poter ottenere  quel provvedimento liberatorio che gli avrebbe permesso di poter continuare la campagna elettorale. Un calcolo sbagliato, anche e soprattutto, alla luce del rinvenimento dei nuovi elementi che lo accusano.

La campagna elettorale continuerà senza la sua presenza, con la delusione dei suoi supportes che ieri sera si erano riuniti per decidere il da farsi dopo aver saputo del provvedimento negativo del magistrato, ancora non sapevano di quanto emerso oggi. Avevano anche stilato un comunicato stampa per confermare la “fiducia” al loro leader sicuri che “chiarirà la sua posizione”, con un po’ di presunzione ritenevano “inaspettata la decisione dei giudici”. Espressione che non deve essere piaciuta molto ai magistrati. Appare certo che la  loro ( di Fazio e dei suoi candidati nelle sei liste a corredo ndr) campagna elettorale è ormai definitivamente compromessa. La matrioska ha fatto emergere un fatto nuovo che sicuramente determinerà nuovi abbandoni tra le fila dei tanti che avevano creduto in quel personaggio che gli stessi magistrati definiscono “deputato regionale che ha fatto mercimonio di quella carica e che potrebbe continuare a strumentalizzare per fini diversi dal perseguimento del pubblico interesse”. Quel “pubblico interesse” al quale Fazio si era appellato in occasione della vicenda Dolce e che aveva convinto i magistrati che si erano dimostrati comprensivi nel condannarlo. Chissà, alla luce di quanto emerso, se al pubblico interesse credeva realmente anche allora.

Aldo Virzì

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