L’associazione CODICI contesta duramente la Regione Siciliana per “non avere posto in essere alcuna politica di prevenzione degli incendi e chiede: chi paghera per tutto questo? L’arrivo di un caldo anomalo, con temperature da capogiro era previsto da tempo, come mai non è stato posto in essere nei mesi precedenti alcun intervento di prevenzione degli incendi come ad esempio la predisposizione dei sentieri tagliafuoco cosi come previsto dalla legge? Dove erano i canadair mentre la Sicilia bruciava?”

Questi sono solo alcuni dei punti interrogativi posto dall’Associazione dei Consumatori CODICI -Centro per i Diritti del Cittadino- che sul punto vuole vederci chiaro ed annuncia un esposto in Procura. “Ci siamo stancati di assistere ogni anno alla devastazione di ettari di patrimonio boschivo ed ambientale per colpa del menefreghismo della Politica Regionale e della burocrazia. Nel trapanese si sono registrati incendi a Castellammare del Golfo mentre rimane lo stato di allerta per la montagna di Erice che viene devastata ogni anno degli incendi. Ciò che fa indignare maggiormente è che gli incendi che hanno colpito la Sicilia potevano essere evitati se solo si fosse lavorato sulla prevenzione e sul controllo del territorio con i viali parafuoco da effettuare nei mesi che vanno da marzo a maggio.Ad oggi invece ci restano le macerie di una tragedia annunciata che ha arrecato gravissimi danni anche sul comparto turistico. Chi paghera i danni per tutto questo?” Lo affermano in una nota l’avv. Ivano Giacomelli, l’avv. Manfredi Zammataro e l’ avv.Vincenzo Maltese  rispettivamente segretario nazionale, regionale e provinciale del CODICI- Centro per i diritti del cittadino.

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