Riceviamo e pubblichiamo la nota del Presidente Provinciale di Federl Alberghi Dott. Antonio Marino

“IL SISTEMA ALBERGHIERO SICILIANO AL COLLASSO”

Quando lo scorso mese di Marzo la pandemia entrava violentemente nel nostro vivere quotidiano, era già evidente che il settore turistico alberghiero siciliano stava entrando in una crisi senza precedenti che avrebbe condizionato tutto il comparto per almeno tutto il 2020. La priorità veniva, giustamente, attribuita al sistema sanitario, ma eravamo sicuri che, dopo le prime settimane, superato il primo impatto, anche al comparto turistico siciliano sarebbe stata dedicata la giusta attenzione.

Sull’importanza sociale economica ed occupazionale del comparto non occorre soffermarsi perché sono dati già ampiamente conosciuti. L’industria del turismo è vitale per la Sicilia.

Negli scorsi mesi di Marzo, Aprile e Maggio, tutte le strutture della Provincia di Trapani hanno registrato una riduzione del fatturato pressoché catastrofica (-90%). Nel bimestre Luglio e Agosto, nonostante l’apertura delle frontiere interne e nazionali abbia consentito la ripresa del traffico turistico, abbiamo comunque avuto un calo di presenze (-30% circa) rispetto all’anno precedente ed ancora nei mesi di Settembre e Ottobre abbiamo registrando una diminuzione delle presenze rovinosa (-50% circa) rispetto agli stessi mesi del 2019; tutto ciò nonostante il generale calo delle tariffe che ha portato Trapani, tra tutte le città italiane, a registrare addirittura il primato nella classifica ISTAT delle città più colpite dalla deflazione dei prezzi (-29,8%).

Oggi la scelta assurda e irragionevole di porre la Sicilia “zona arancione” , un provvedimento che ci discrimina dalla maggior parte delle regioni italiane indicate semplicemente in zona “gialla” e che porterà alla totale chiusura le strutture alberghiere che pur non essendo direttamente interessate dalle limitazioni di orario o di apertura, saranno colpite in pieno dai divieti che la zona arancione comporta primo fra tutti il divieto di entrare ed uscire dalla Regione.

Le nostre strutture, e con esse il loro patrimonio occupazionale e professionale, che finora hanno dimostrato comunque una buona resilienza economica alla crisi non possono andare perdute a causa dell’incapacità della classe politica di essere in grado di varare dei seri piani in grado di affrontare la crisi. La pandemia ha coinvolto il nostro Paese su più fronti, a partire da quello sanitario in prima linea, ma riteniamo che dopo otto mesi dall’inizio della crisi il tempo per individuare misure specifiche a sostegno del settore turistico –alberghiero della Regione possa e debba essere trovato!

Il comparto alberghiero, non vive di sovvenzioni pubbliche, non vive di stipendi statali, ma vive solo ed esclusivamente attraverso il proprio lavoro, che in questi mesi di pandemia non è in

condizione di potere esercitare per le restrizioni che lo stato emergenziale impone e che, lo ripetiamo, colpiscono in pieno l’industria del turismo e dell’ospitalità alberghiera.

Oggi, Novembre 2020, quindi a ben 8 mesi dall’inizio della pandemia, nessun aiuto è ancora arrivato ad hotel e strutture alberghiere e simili da parte del Governo Regionale, nonostante pomposi annunci social e comunicati stampa.

Attendiamo anche provvedimenti dal governo nazionale, ma basta addossare la colpa o aspettare risorse dal solo governo nazionale, anche il governo regionale deve dimostrare di essere al fianco dei lavoratori del turismo e fare la sua parte.

A Valentina Palmeri (M5S), Sergio Tancredi (M5S), Eleonora Lo Curto (UDC), Mimmo Turano (UDC), Stefano Pellegrino (FI), Baldo Gucciardi (PD) cioè ai rappresentanti politici regionali della provincia di Trapani chiediamo quale è la strategia della Regione Sicilia per sostenere il comparto turistico alberghiero?

Quali misure saranno approntate con urgenza per sostenere le strutture alberghiere in questa ora così buia?

Non è più il momento di prenderci ancora in giro annunciando click day o microcontributi elemosina, bonus vacanze o voucher turismo.

Guardiamo in faccia la realtà, con le limitazioni imposte allo spostamento delle persone non serve propaganda e non servono altri siti web per incentivare i viaggi o le vacanze, oggi le persone non si spostano perché non possono e non lo vorranno fare finché il virus non sarà debellato, quindi di fronte ad una crisi di questa portata, per salvare il comparto, servono sgravi fiscali e contribuitivi, ristori diretti alle imprese turistiche, in ragione della diminuzione del fatturato e nient’altro e occorre istituire in tutte le Piazza i test rapidi per isolare gli asintomatici.

Lungi da questa Associazione Provinciale di Federalberghi alcun accenno polemico e politico. Anzi, al contrario ci stringiamo attorno al Presidente Musumeci e al governo Regionale, a cui rinnoviamo la nostra fiducia.

Ma crediamo sia venuto il momento per un cambio di passo: basta con proclami sui social, basta con annunci di facciata, in questo momento fatale reclamiamo misure concrete, efficaci ed efficienti.

Il Presidente Provinciale

Dott. Antonio Marino

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