Tragedia al confine tra Castelvetrano e Campobello di Mazara del Vallo, dove un uomo ha perso la vita nell’incendio divampato la scorsa notte all’interno dell’accampamento di migranti stagionali dell’ex “Calcestruzzi Selinunte”, in via Selinunte. La vittima è un giovane bracciante africano di origini sub-sahariane, morto carbonizzato.

Ecco la nota del Presidente assemblea provinciale PD

Si chiamava Omar ed era un bracciante agricolo senegalese, uno di quelli che vengono nella nostra provincia a raccogliere le olive, che come ci raccontano gli agricoltori di Campobello senza questa forza lavoro rimarrebbero sugli alberi.
È l’ennesima vittima dell’incapacità da parte di tanti di trattare il fenomeno dell’immigrazione in modo sistematico e non come una costante emergenza, che poi nei fatti non esiste.


Il campo abusivo di Castelvetrano che questa notte ha preso fuoco era un’offesa alla dignità umana e non era difficile immaginare che prima o poi si sarebbe consumata una tragedia, così come anni prima era avvenuto a Campobello di Mazara.


Fa rabbia commentare una tragedia che si poteva e doveva evitare, fa rabbia pensare che chi scappa dalla fame, dalla guerra e dalle violenze, trova la morte nel nostro paese, per l’incapacità o la volontà di una parte della politica di non risolvere i problemi, perché è certamente più utile un campo abusivo su cui puntare il dito durante la campagna elettorale, piuttosto che ammettere che quei migranti sono una forza lavoro necessaria e fortemente voluta dai nostri agricoltori.

Questa invece la nota di ARTICOLO UNO TRAPANI

L’incendio che ha distrutto il campo di baracche e ricoveri di fortuna all’ex Cementificio di Selinunte e provocato la morte di un lavoratore migrante, ha messo a nudo una realtà da molti conosciuta e da tutti ignorata.

L’economia agricola locale attinge a questa massa di lavoratori extracomunitari per poter mandare avanti la propria produzione, che diversamente non sarebbe più in grado di sostenere. Un esercito di manovalanza sempre disponibile e a basso costo che tiene in piedi le nostre aziende.

Dopo il duro lavoro quotidiano queste persone diventano invisibili, rimangono ai margini della comunità, non hanno né diritti né dignità.

Tutti sanno di questa baraccopoli che contiene centinaia di uomini ammassati in condizioni incivili, dove i rischi e l’incidente sono sempre ampiamente prevedibili, come tragicamente accaduto.

Non è accettabile che ancora oggi ci siano forme di sfruttamento di esseri umani che richiamano la condizione della schiavitù.

Eppure le istituzioni, la politica, l’economia voltano lo sguardo altrove. Il problema non li sfiora.

Le amministrazioni comunali di Castelvetrano e Campobello di Mazara hanno, in questa situazione, un ruolo fondamentale da esercitare e si devono assumere la responsabilità di fornire soluzioni per realizzare condizioni di migliore accoglienza e dignità nei confronti di lavoratori che forniscono un contributo importante alle loro comunità.

Articolo Uno chiede che venga immediatamente aperto un tavolo di iniziative tra Prefettura ed enti locali interessati per avviare, con urgenza, tutti i provvedimenti necessari a risolvere l’emergenza.

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