Più che uno scontro istituzionale sembra la lite, l’ennesima, tra due persone che non si sono mai stimate e che invece di litigare al bar lo fanno attraverso lettere istituzionali. Ieri l’ennesimo episodio di questa “storia infinita” che, purtroppo,vede coinvolta una terza “incolpevole” persona.

I personaggi “principi” sono, tanto per cambiare, Giacomo Tranchida, Sindaco di Trapani e il commissario dell’ex Provincia, oggi Libero Consorzio dei comuni, dott. Raimondo Cerami che la città, in anni lontani, ha conosciuto come valente magistrato antimafia. La terza protagonista, è l’assessore al comune di Trapani Andreana Patti, rea di avere dato alla stampa un’informazione errata che, però, nega ufficialmente di avere dato. Informazione che, finita nelle cronache di un giornale, ha dato il via alla bagarre politica.

I fatti dell’ennesimo scontro tra i due Enti, ma in particolare tra le due persone per lo scambio di “complimenti”, fanno riferimento alla scuola “Buscaino Campo”, che sorge in via dei Ranuncoli, nei pressi del porto peschereccio, che per anni è stata un punto di riferimento per le scuole secondarie della città, sino a quando fu presa coscienza che era “infestata” di materiale cancerogeno e, pertanto, abbandonata, e nel tempo vandalizzata . Così è rimasta per anni; nel 2012 il CIPE assegna al comune di Trapani il finanziamento di 400mila euro per rimetterla in sesto, ma la somma stanziata non è sufficiente: i costi sono stimati in oltre un milione e l’edificio rimane sempre più preda dei vandali.

Questo sino al 2019 quando scoppia il caso per l’ex Provincia delle scuole superiori, con la ricerca spasmodica del commissario Cerami di locali da adibire a scuole: la Buscaino Campo rimessa a nuovo potrebbe essere utile. Parte una ipotesi di collaborazione tra i due enti: una convenzione con il comune che avrebbe ceduto alla Provincia l’edificio e anche il finanziamento.

Non si era ancora alla conclusione perché c’erano darivedere i costi del progetto e anche la verifica di “vulnerabilità sismica”. A pesare sull’accordo era soprattutto la lievitazione dei costi, enormemente superiori al finanziamento, ma anche l’allargamento della problematica tra i due enti con la richiesta da parte del Consorzio di acclarare la disponibilità anche di altri istituti scolastici nella disponibilità del comune ( Scuola Livio Bassi, Immobile De Rosa, immobili ex Ipab). Sulla trattativa arriva, inaspettata, anche la richiesta dell’Agenzia del Demanio, proprietaria del terreno, che per per il trasferimento della proprietà necessaria alla stipula dell’accordo richiede il pagamento di circa un milioneottocentomila euro. Una cifra che di fatto fa saltare ogni accordo tra comune ed ex Provincia.

Anche per la lievitazione dei costi, il commissario Cerami in un incontro in Prefettura fa sapere ufficialmente di non essere più interessato all’intesa. Il cerino rimane in mano al comune, titolare del finanziamento, ma che dovrebbe “trovare” almeno un altro milione per rimettere in sesto l’edificio e renderlo funzionale ad una scuola, senza peròesserne proprietario. Che fare? Non sembra esserci una lettera ufficiale di rifiuto del finanziamento, ma le mancate risposte alla Regione ne hanno determinato ugualmente la revoca, arrivata con lettera della regione a metà febbraio.

Questi, in sintesi, i fatti riassunti dalle tante cartelle di lettere, comunicati stampa etc tra le parti. In tempi di normale collaborazione tra due istituzioni sarebbe bastata una telefonata o una lettera chiarificatrice. Così non può essere se a capo di un ente c’è una persona nota per i suoi litigi, i suoi modi che ormai hanno fatto epoca; dall’altra un ex magistrato non disponibile, per storia, a subire. Allora le lettere non sono più di “vera lealtà istituzionale” ma di “ingiurie” delle quali offriamo al lettore un piccolo florilegio. Cerami: “ ricostruzione fuorviante, gli amministratori del comune di Trapani non è la prima volta che si lasciano andare ad improvvide esternazioni, inerzia del comune di Trapani ( ripetuto due volte)”. Tranchida: “vivo disappunto, indispettito, gravi ingiurie, comportamenti poco onorevoli, lesa maestà”. Per concludere rinfacciando al commissario di avere voluto ( per ritorsione ?) riprendersi il pianoforte a coda  che era nella sala Fulvio Sodano e avere chiesto un canone di 80mila euro l’anno per il canone concessorio del villino Nasi.

Alla prossima puntata

                                                                               Aldo Virzì

Leave a Reply

Your email address will not be published.