Già dal primo momento alla notizia, del blitz della polizia che ha assestato il duro colpo alla mafia di Calatafimi, avevamo evidenziato tra gli arrestati il nome di Salvatore Barone. Nella città del capoluogo il nome di Barone è associato all’ATM, l’azienda dei trasporti urbani, ex Sau, di cui Barone è stato nel tempo Direttore Generale fino ad assurgere, come regalo del suo pensionamento la carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione.

Un “regalo” firmato Giacomo Tranchida che lo ha voluto a quella carica. Ci sono anche le date: Barone è stato nominato presidente il 29 gennaio di quest’anno e vi è rimasto sino all’8 settembre, allorchè Tranchida ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione ed un nuovo Presidente nella persona dell’alcamese ing. Antionio Di Giovanni.

Dalle prime indiscrezioni l’indagine su Barone escluderebbe qualunque coinvolgimento di qualsiasi tipo dell’ATM, eppure nonostante questo il Sindaco Tranchida ha voluto ancora una volta esternare:” ……appreso da Repubblica (si della corrente attività della DDIA di Palermo, che tra l’altro ha portato all’arresto del Dr. Barone già Direttore e Presidente CdA ATM, ferma restando la presunzione d’innocenza, ha già ( il Sindaco ndr) disposto tanto in capo agli uffici comunali competenti quanto all’indirizzo del nuovo CdA di ATM i necessari e tempestivi approfondimenti e contestuale aggiornamento per le eventuali ed opportune azioni da intraprendere”. Fin qui il comunicato reso pubblico dallo  staff del Sindaco che ha suscitato qualche perplessità visto che l’unico elemento di un certo rilievo riguarda proprio la nomina, assolutamente fiduciaria, voluta dallo stesso Tranchida,  di Barone alla presidenza del CdA dell’azienda. E’ anche vero che questa nomina venne criticata da qualcuno, per tutti il blogger Natale Salvo, ma in punta di diritto perché a suo avviso incompatibile. Ma anche questo motivo, come la stessa nomina,  appaiono ad oggi  estranei alle indagini che hanno originato il blitz contro il sistema mafioso.

Intanto c’è già una prima presa di posizione è della CGIL e del suo Segretario provinciale Filippo Cutrona: “L’operazione antimafia Ruina che ha colpito il clan di Calatafimi Segesta ha fatto emergere, ancora una volta le connivenze e i fitti intrecci tra mafia, politica e imprenditoria nel territorio trapanese” . Il segretario generale della Cgil di Trapani Filippo Cutrona commenta l’operazione Ruina che stamani ha portato all’arresto di 13 mafiosi e presunti mafiosi e alla notifica di diversi avvisi di garanzia.

“Le indagini e i reati contestati – dice il segretario generale Cutrona – sono gravissimi e, se confermati, scardinano un sistema di connivenze, di corruzione e di illegalità, che si frappone allo sviluppo economico, sociale e culturale del territorio, tra la mafia, la politica e il tessuto economico e produttivo, a scapito anche dei lavoratori e dei cittadini”.

Il segretario generale Cutrona esprime, infine, apprezzamento alla Dda e alle squadre mobili di Trapani e di Palermo per l’incessante lavoro nella lotta alla mafia, nell’affermazione della legalità e dei principi democratici. 

                                                                         A.V.

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