Giacomo Tranchida si è dimesso, ha lasciato lo scranno più alto dell’aula consiliare di Erice. Proprio ieri, dando notizia dell’ennesima partecipazione del neo candidato sindaco al comune di Trapani ad una riunione su importanti problemi del comune della Vetta, ci chiedevamo cosa aspettasse per lasciare quell’incarico visto che il suo cuore si era spostato sulla città capoluogo. Deve averci ascoltato e così, con solo qualche giorno di anticipo dalla data nella quale sarebbe scattata l’incompatibilità, ha fatto pervenire la lettera di dimissioni che come primo indirizzo ha la “comunità ericina tutta”, e solo per conoscenza la Sindaca Daniela Toscano. Una forma non proprio elegante, per nulla istituzionale, ma molto demagogica come nello stile del personaggio.

Ed essendo chiaro lo scopo (motivo unico per renderla pubblica ndr) la lettera è intrisa di emozioni: “saluto con un groppo in gola”, al quale aggiungere il ringraziamento di prammatica “alla comunità ericina che da semplice cittadino della grande Valle, sin dal 2007 mi ha adottato dalla natia Valderice”; dove per altri 10 anni ha ricoperto l’incarico di Sindaco per poi, dopo i saluti e il groppo di rito, si è trasferito al consiglio provinciale, per approdare cinque anni dopo a Erice. “Professione sindaco” lo ha definito il più prestigioso quotidiano italiano che, anche oggi, spende un’intera pagina su Trapani. Scrive ancora: ” ho condiviso speranze e lavorato intensamente, al netto dei miei errori, perseguendo aspettative di grande interesse per la comunità ericina”.

La seconda parte, la più lunga, come era da aspettarsi, l’ha spesa su Trapani, il suo nuovo obiettivo principe: “Il vento del mio modesto impegno al servizio del territorio mi porta a Trapani a candidarmi nelle difficile campagna elettorale per il nuovo governo cittadino. Città capoluogo, purtroppo ridotta a fanalino di coda, vuoi per la mala gestione politica precedente ( quella di Damiano;quella del suo amico Fazio, per esempio sulla raccolta dei rifiuti, non viene nominata ndr) quanto per i limiti di quella straordinaria e corrente (il commissario Messineo ndr).”   Aggiunge: ”Non vi nascondo che tremano i polsi pensare che dovrò iniziare da capo con molti più gravosi problemi da portare sulle spalle. Ma l’impegno politico al servizio del bene comune e del territorio fa parte della mia vita, da sempre”. E’ la sua conclusione alla quale non aggiungiamo nulla…….

Aldo Virzì

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