Lo confessiamo: le notizie non sono da fonte dirette, ma dalla lettura di giornali, uno in particolare che forse con una microspia, magari un troian in un telefono di uno dei fedelissimi presenti, è riuscito a seguire lo svolgimento della “importantissima” riunione che si è tenuta la sera di lunedì nella nuova sede del movimento <Erice e Trapani per la città che vogliamo>. Riunione segreta, non aperta a tutti. In discussione c’era il futuro di questo territorio, ma anche, sia pure in ipotesi, della Sicilia e della Nazione. Tutto legato a cosa deciderà di fare il leader Maximo Giacomo Tranchida, per adesso e ancora per qualche mese, Sindaco di Trapani, ma in attesa di spiccare il volo verso mete che richiedono la sua presenza. Il suo compito in questa città “ che amo”, definendosi trapanese alla stessa stregua di quanto si era sentito ericino e prima ancora valdericino ( questa l’unica vera e sentita realtà ndr), sostanzialmente, fa capire, è giunto al termine.

Bisogna adeguarsi ai tempi. Il “suo” movimento era <Erice che vogliamo>, a Trapani perde Erice e diventa <Trapani che vogliamo>, al quale aggiunge il famoso “cambiaMenti”. In realtà non aveva mai mollato la sua leadership ericina, con l’elezione a Trapani l’aveva solo aggiunta; il suo  movimento a dispetto dei tanti comitati, aveva già unificato i due comuni: “Movimenti Trapani e Erice che vogliamo”.

Torniamo alla riunione:presenze selezionate, per la maggior parte di iscritti e dirigenti del PD: Giulia Passalacqua, Marzia Patti, Azzurra Tranchida,  Dario Safina, ai quali aggiungere i fedelissimi Ninni Romano, Salvatore Daidone ( fratello dell’assessora Carmela ad Erice), Massimo Toscano, Giuseppe Virzì, Andrea Vassallo. Presenza per alcuni versi  inaspettata quella  di Vincenzo Guaina presidente del consiglio comunale, che con l’assessore La Porta guida la forte e numerosa pattuglia di centrodestra al comune. Comunque, ci hanno rassicurato che alla riunione non hanno partecipato  i due più importanti sponsor di destracentro alla elezione di Tranchida: on. Michele Rallo e ing. Giuseppe Bica.

Al centro di questa riunione, come si apprende, le sorti di Erice, di Misiliscemi, il nuovo comune che potrebbe andare al voto già alla fine dell’anno, insieme ad Erice. Insomma, dopo Erice, anche Misiliscemi,  che l’attuale Sindaco con il suo distaccato disinteresse ne ha sancito – “ colpevolmente” secondo l’opinione di molti trapanesi –  la nascita, nella volontà di Tranchida dovrebbero ricadere sotto il suo “dominio” politico: Da ieri hanno cominciato a cercare un candidato sindaco gradito al Capo. Rimane la città capoluogo, quella “tanto amata” dal primo cittadino, c’è da affrontare il dilemma “leninista” del <Che fare?>: rimanere a Trapani e ritentare l’avventura sapendo che non è più la stessa cosa, che l’altra destra che tanto l’aveva aiutato lo ha mollato; che l’amore dei cittadini ha avuto un crollo, per non parlare degli sportivi e tifosi del Trapani calcio? Insomma una candidatura a rischio. Poi ci sono i pretendenti a succedergli, a cominciare proprio da Guaiana che con La Porta hanno un ricco seguito elettorale da disporre in favore di Tranchida se decide l’avventura regionale o nazionale. Insomma ripetere quell’accordo Fazio/Tranchida andato a buca per l’arresto dell’ex sindaco e exdeputato che, però, ebbe modo di “vendicarsi” impedendo di fatto l’elezione di Pietro Savona.

Ma non c’è solo Guaiana. In pole position ci sono Dario Safina e Vincenzo Abbruscato, quest’ultimo sempre più insofferente del suo ruolo di amministratore, forse proprio per questo motivo non era tra gli invitati fedelissimi. Non c’era neanche Peppe Pellegrino, il dirigente del PD che proprio due settimane prima aveva chiesto  pubblicamente a Letta, segretario nazionale del PD, di includere Tranchida, dandogli la patente di iscritto al Partito, all’assemblea nazionale.

Non sappiamo quanto sia vera l’iscrizione del Sindaco al PD, constatiamo che si sta riproponendo un vecchio schema, quello che taglia fuori i partiti, a cominciare proprio dal PD. Anche per questo non era presente alla riunione il segretario comunale Andrea Rallo che aveva preso l’impegno di costituire il gruppo consiliare del PD. Dopo anni la situazione, se stiamo alla riunione di ieri sera è solo peggiorata e forse, non soltanto il buon Rallo, ma anche in campo provinciale qualche altro dovrebbe prendere atto di quanto sta accadendo e decidere il da farsi. Non lo faranno, tutto continuerà a scorrere come sempre ed il leader maximo potrà continuare a gestire questo territorio a suo piacimento. Poi magari si ritroveranno come a Marsala dove il PD è scomparso dal consiglio e non solo dal consiglio.

                                                                           Aldo Virzì