Repetita iuvant  è la locuzione latina. La facciamo nostra. La conferenza stampa del candidato sindaco Giacomo Tranchida in risposta al suo avversario Vito Galluffo, in questo ping-pong di una tra le più squallide campagne elettorali che si ricordi, non ha riservato nulla di nuovo. Tranchida, in sostanza, ha ripetuto quanto aveva già scritto in un comunicato stampa che già ieri pomeriggio era nelle redazioni dei giornali. L’ha solo corredata da carte giudiziarie.

Conferenza stampa scambiata per manifestazione elettorale. Così i locali del comitato, gremite di “tifosi”, si sono trasformati nello spettacolo del candidato con o contro i giornalisti.

Nel merito, abbiamo assistito al racconto di Tranchida che, almeno queste sono state le intenzioni, ha smontato pezzo per pezzo le affermazioni fatte il giorno prima da Galluffo. Unica novità l’affermazione dei veri motivi <dell’odio> che Vito Galluffo avrebbe nei suoi confronti: “ ho cacciato dalla giunta ericina, della quale faceva parte, il figlio avvocato perché ha difeso un delinquente che abita a San Giuliano”. Ecco, nessuna motivazione politica ma morale. Agli avvocati, particolarmente se penalisti, non può essere dato alcun incarico (ammenochè non “difendano” i buoni ? ndr). Come motivazione appare piuttosto grave proprio politicamente. Ma è lo stesso Tranchida a parlare di “conti da regolare”.

L’incipit è che “non mi risulta io sia indagato e comunque non ho mai ricevuto un avviso di garanzia”. Relativamente alle inchieste in corso a Erice: sulla pista ciclabile scarica tutte le eventuali responsabilità alla ditta appaltatrice e al funzionario comunale “che ho provveduto a denunciare”, aggiungendo che quella vicenda ha costituito un danno d’immagine notevole, ma anche dal punto di vista finanziario. La vicenda Aimeri, oggi Energetika Ambiente, sarebbe datata nel tempo e si sarebbe già conclusa, comunque se ci sono state assunzioni pilotate ad amici etc, ne risponderanno i colpevoli: “ io che c’entro?” è la sua conclusione. Insomma ancora una volta la tecnica scontata di indirizzare verso altri lidi qualunque tipo di “nebbia”.

La stessa tecnica che lo porta ad allontanare su di lui qualunque sospetto circa i paventati comuni interessi con il noto pregiudicato Natale Caltagirone. Qui, per difendersi, racconta una storiella che riportiamo a grandi linee:” mi piace la pasta con il pomodoro e le melanzane, un giorno mi sono recato ad acquistare le melanzane in Via dei Pescatori dove c’era un esercente che successivamente ho scoperto essere abusivo e fatto chiudere, tale Caltagirone. Questo è stato il mio rapporto con questo signore che solo successivamente ho scoperto essere un pregiudicato”. Per questo solo e, se abbiamo ben compreso, unico incontro, la Digos che già, a quanto pare, spiava i movimenti del Sindaco Tranchida, ha addirittura – come ha raccontato Galluffo non smentito – chiesto l’intercettazione al magistrato. L’indomani, è sempre Galluffo a parlare, l’indagine è stata tolta alla polizia e affidata ai carabinieri. Par di capire che le responsabilità sono solo del povero ispettore di polizia che, correggiamo  Tranchida, non poteva essere Gino Delio, sia per il grado che per il ruolo.

Nessuna parola sull’indagine degli appalti, con la magistratura che ha voluto avere copia di tutti gli incarichi affidati dal 2015, quindi durante la sua sindacatura. La solita difesa sulla presenza del sig. Pipitone Diego – che abbiamo saputo gode la fama di essere “influente” personaggio del mondo del Rione San Giuliano – fotografato  in aula consiliare, addirittura alle sue spalle: “ normale presenza di un cittadino in aula consiliare”. A suo avviso, altrettanto normali le sue frequentazioni nel comitato elettorale della Sindaca Toscano ritratta con il Pipitone in conversazione privata: “ Io l’ho conosciuto in tempi recenti e comunque adesso fa campagna elettorale per una candidata di Forza Italia e quindi per Galluffo. Se ci sono problemi sul personaggio indaghi la magistratura”. Sempre gli altri.

L’innocente e ingenuo Tranchida, per un decennio Sindaco e capo politico ericino, non si è posto alcun problema allorchè già al primo giorno di consiliatura il sig. Tarantino rinuncia al mandato consiliare, con la scusa di una malattia, per far posto alla signora Francesca Miceli, oggi indagata per voto di scambio. Meno che mai si è posto il problema delle provenienze politiche di queste due persone transitate da altri fronti, quelli vicini all’odiato Manuguerra. Solo successivamente apprende che, forse, ma solo forse, c’era un accordo tra Tarantino e la Miceli, ma questa tesi la rivela solo oggi a seguito, appunto, dell’indagine della magistratura. Lui comunque non c’entra, sono responsabilità di altri, magari quelle politiche appartengono alla nuova figura principale ericina. Sempre altri. Intanto querela Peppe Bologna, altro avversario candidato sindaco, ma non Galluffo. Sull’avvocato si astiene dal dire qualcosa, facendo intendere altro.

Tranchida deve concentrarsi a fare il Sindaco di Trapani, rivendicando la sua esperienza. E lui ha già programmato almeno mesi di lavoro con la giunta, enumerando delibere ordinanze, incontri etc. E’ già Sindaco, non c’è bisogno di aspettare la campagna elettorale: “c’è il vento”. Già, quello che unisce la destra alla pseudo e svenduta sinistra.

Aldo Virzì

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