Doppia ipotesi di reato avanzata  nell’atto di denuncia-querela con richiesta di misura cautelare presentato  stamane in Procura da Enrico Rizzi, presidente dell’associazione di carattere animalista e ambientalista NOITA.

Le accuse: “maltrattamento di animali”,  a carico di soggetti ignoti, organizzatori di combattimenti clandestini tra pitbull, e “omissione d’atti d’ufficio”, a carico degli agenti della Polizia municipale di Trapani, intervenuti, a seguito della segnalazione effettuata dallo stesso Rizzi,  lo scorso 9 giugno presso il giardinetto di via Alessandro De Santis, nel quartiere Fontanelle sud di Trapani.

In particolare, nell’esposto Rizzi descrive la segnalazione pervenutagli da una cittadina di Trapani, residente in quello che è divenuto un triste teatro a cielo aperto. Secondo quanto riportato, un’area di via Alessandro De Santis sarebbe tuttora sfruttata da ignoti per posizionare gabbie minuscole contenenti pitbull destinati a  combattimenti clandestini organizzati per strada. Rinchiusi all’interno delle gabbie e lasciati sotto il sole cocente, gli animali sarebbero sottoposti, si legge nell’esposto, ad una «condizione di maltrattamento incompatibile con le condizioni minime di benessere dell’animale». Il 9 giugno la cittadina trapanese, di cui non sono state rese note le generalità, ha segnalato a Rizzi lo svolgimento di un combattimento fra cani, così violento «tanto da percepire fino alla propria abitazione le strazianti grida di lamento di un animale, ferito a morte e lasciato agonizzare fino al sua decesso». La carcassa del cane, riposta in una scatola, è stata poi abbandonata per strada.

Immediatamente giunto sul posto, Rizzi ha contattato il 113, richiedendo l’intervento della Polizia municipale di Trapani. Gli agenti hanno provveduto a rimuovere la carcassa dell’animale, «senza esperire nessun utile controllo», rimprovera Rizzi. A suo avviso «il non aver accertato la presenza di altri cani e non aver condotto indagini volte ad accertare l’identità degli autori del brutale fatto» sono motivazioni più che valide per avanzare l’ipotesi di reato di “omissione di atti d’ufficio”. Secondo Rizzi gli agenti avrebbero disatteso il loro compito di «impedire che vengano portati a conseguenze ulteriori reati». Tra le maglie delle parole di Rizzi si insinua un’aggravante a carico della municipale: «Non è dato chiaramente sapere se non sia stata trasmessa la relativa notizia di reato alla On.le intestata Procura», con esplicito riferimento all’art. 381 del Codice Penale. Lente puntata, dunque, contro la Polizia municipale di Trapani e contro ignoti, organizzatori del combattimento, su cui penderebbe l’accusa di maltrattamento di animali, con l’aggravante del decesso di uno di essi.

Nella querela Rizzi richiede, inoltre, l’immediato sequestro dei cani soggetti al maltrattamento e tuttora detenuti in via Alessandro De Santis.

Rizzi non risparmia nemmeno il Questore di Trapani: «Il Questore faccia il lavoro per cui viene pagato da tutti noi altrimenti cambi mestiere», afferma in una dichiarazione. E aggiunge: «Vediamo se il Questore ha ancora il coraggio di dire che le mie segnalazioni non trovano mai riscontro. È due anni che denuncio questi atti barbari ed illegali organizzati dalla criminalità locale dove dietro ci sono sicuramente scommesse in denaro. Basta girare nei quartieri per trovare i cani, basta andare a vedere alcuni garage. Non ci vuole molto, ma il Questore continua a negare l’evidenza. Ho informato per ben due volte il Ministro dell’Interno. nel pomeriggio di oggi farò a quest’ultimo una nuova integrazione».

 

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