Un addio annunciato da tempo e reso ufficiale nel pomeriggio di ieri, all’inizio della seduta del consiglio comunale: il consigliere Domenico Ferrante abbandona il transatlantico Tranchida e sale a bordo  della navicella dell’opposizione. Il consigliere Ferrante non poteva essere più chiaro: “ Io ed il Sindaco ci troviamo distanti”.

Una distanza che è aumentata ogni giorno di più dal momento che il Sindaco Tranchida, stracciando un accordo sancito con il gruppo “Demos”,  noto e accettato da tutte le componenti della maggioranza, ha affossato la candidatura alla Presidenza dell’ATM dell’avv. Massimo  Zaccarini con una presidenza di garanzia “pescata” ad Alcamo e durata pochi mesi; successivamente, con una strategia degna di miglior causa, ha  guidato la crisi dello stesso Cda con le dimissioni dei due “stranieri” (li aveva inseriti in rappresentanza di Erice e Paceco) risolta con il premio del misfatto a questi ultimi della presidenza e della vicepresidenza dell’ATM. Insomma, per Tranchida non c’era più posto per l’infedele Zaccarini, colpevole tra l’altro di difendere dalla pesante accusa di associazione mafiosa ( che si è sfaldata in poco tempo ndr) quel Barone dallo stesso Tranchida fiduciaramente messo per qualche tempo alla testa proprio dell’ATM. Ma, come ha già scritto questo giornale da tempo, a Palazzo D’Alì, e non solo in quel palazzo,  è stata messa in atto una strategia volta a sovvertire le gestioni delle partecipate per “addomesticarle” ad un’unica logica di potere.

Ma torniamo al consiglio comunale, a Ferrante che ha abbandonato la maggioranza dichiarandosi indipendente, addebitando a Tranchida la responsabilità del comportamento non solo sull’ATM, ma anche sulla gestione del campo Sorrentino: “il rispetto degli accordi e il rispetto delle persone – ha aggiunto – ritengo siano fondamentali”. L’abbandono della maggioranza e del gruppo consiliare “Demos” ha avuto come conseguenza lo scioglimento di questa corrente della quale facevano parte Vincenzo Guaiana e Giulia Passalacqua, costretti ad entrare a far parte anche loro del gruppone misto. A Ferrante, da alcuni consiglieri della stessa maggioranza, ed in particolare dalla Passalacqua, ma anche da Toscano, sono giunte attestazioni di stima rimarcandone la correttezza del comportamento. Con queste dimissioni la corrazzata Tranchida, quella che si era formata alle elezioni del 2018, ha perso un terzo componente, potrebbe non essere l’ultimo, molti malumori sono tenuti ufficialmente nascosti ma si appalesano in conversazioni private.

Per la cronaca, anche un altro consigliere ha annunciato ieri di aver abbandonato, sia pure con la formula dell’autosospensione, il suo partito: si tratta della consigliera Claudia La Barbera che lascia Forza Italia, partito dal quale “non mi sento rappresentata essendo un partito non organizzato”. Anche lei finisce nel gruppone misto.

Aldo Virzì