Trapani, inaugurato il monumento per le vittime civili della seconda guerra mondiale

DSCN9581Alla presenza di autorità civili, militari e religiose, e ad una folta presenza di giovani studenti, è stato inaugurato stamani a Trapani, il monumento alle vittime civili della seconda guerra mondiale. Collocato in Via XXX gennaio, poco oltre il Palazzo di Giustizia, è stato scoperto a perpetuo ricordo delle seimila vittime innocenti delle incursioni aeree del 22 giugno 1940 e del 6 aprile 1943. Un ricordo ancora indelebile per molti cittadini trapanesi che non potranno mai dimenticare la tragedia della guerra. Per la realizzazione del monumento sono stati utilizzati alcuni reperti già custoditi nella villa Comunale Pepoli che costituivano il portico del Teatro Garibaldi e, precisamente, le ultime due colonne esistenti e due capitelli. Gli elementi del monumento comprendono anche un muro di conci di calcarenite come memoria degli edifici distrutti dai bombardamenti.[su_spacer]

DSCN9587“Degno e doveroso riconoscimento vogliamo oggi esprimere a quanti, negli anni del dopoguerra, hanno contribuito alla rinascita di una Città violentata, offesa e distrutta”. Così il sindaco di Trapani, Vito Damiano. “A fianco di una colonna spezzata che simboleggia la distruzione- ha dichiarato il primo cittadino-, abbiamo voluto porre una colonna integra che rappresenta la rinascita, la continuità della vita e dell’operosità della gente trapanese. 
Voglio qui ringraziare quanti hanno promosso questa pregevolissima iniziativa, in particolare il Comitato costituito per l’occasione, che, attraverso un serio e costruttivo confronto, ha portato a scegliere antiche vestigia del Teatro Garibaldi da oltre 70 anni abbandonate presso la Villa Comunale Pepoli; e unici testimoni di quella tragedia che vogliono simboleggiare quel filo rosso che deve legare il ricordo del passato con i nostri giorni. Onore, quindi, alla nostra Città che, con il suo incessante sviluppo ha cancellato gli orrori di quella guerra. Ma la memoria non deve essere cancellata. Questo monumento dovrà ricordare per sempre il terribile momento della nostra storia, la tragedia che si è consumata ma, al contempo, dovrà essere testimone della capacità di rinascita della nostra gente”.[su_spacer]

6 Aprile 1943

DSCN9627Alle ore 15.20 del 6 aprile 1943 su Trapani si scatenò l’inferno.
I bombardieri alleati “le fortezze volanti” provenienti dalle coste della Tunisia, riversarono centinaia di bombe sui quartieri della città più vicini alle banchine del porto, quindi non solo il quartiere di San Pietro- questo quartiere- ma anche altri quartieri fino ad arrivare alla villa comunale e alla stazione ferroviaria.
Dopo i bombardamenti dei giorni precedenti, (l’ultimo dei quali aveva avuto come bersaglio l’aeroporto di Milo) la maggior parte degli abitanti era già sfollata nelle campagne attorno alla città; ma gli abitanti del quartiere di San Pietro, per lo più marinai e pescatori, legati per la loro attività al porto, erano rimasti con le famiglie nelle loro case. Fu una strage. La popolazione sorpresa anche dall’ora insolita del bombardamento non ebbe il tempo di raggiungere i rifugi, poiché tra l’allarme e l’inizio del bombardamento intercorsero pochissimi minuti.[su_spacer]

I passaggi dei bombardieri furono numerosi sull’asse Sud-Nord della città e viceversa. Alla fine dell’ultimo passaggio numerosi aeroplani a cui, si presume fossero rimaste diverse bombe inutilizzate, si alleggerirono delle stesse scaricandole in aperta campagna, l’area più colpita fu la zona di Nubia dove si trovavano centinaia di sfollati e anche lì si verificarono numerosi decessi.[su_spacer]

Il quartiere di San Pietro, gli edifici compresi tra la piazza Sant’Agostino, la via San Michele e le vie adiacenti (via Aperta, via Badiella, via Todaro, ecc.) vennero rasi totalmente al suolo. La zona prospiciente il porto e le banchine vennero devastate. Si calcola che venne distrutto circa il 50% del patrimonio edilizio della città antica. Anche la stazione ferroviaria, dove si trovava in attesa della partenza il treno locale per Palermo, stracarico di viaggiatori, venne centrata dalle bombe nemiche; lo stesso per la Caserma dei Vigili del Fuoco dotata di in un ricovero in calcestruzzo, di grandi dimensioni, che si sbriciolò letteralmente seppellendo coloro che vi avevano cercato riparo.[su_spacer]
Nel centro storico furono distrutti o gravemente danneggiati i più importanti e monumentali edifici della città (tra tutti il Teatro Garibaldi e Palazzo Cavaretta sede dell’Amministrazione Comunale) e gran parte delle chiese più antiche e di grande pregio artistico (tra le quali la Chiesa di S. Michele ove erano conservati i Sacri Gruppi dei Misteri, alcuni dei quali, circa un terzo, andarono distrutti, la Chiesa di S. Agostino, di S. Elisabetta, di S. Maria del Gesù e la Chiesa del Collegio dei Gesuiti).
Il porto rimase a lungo inutilizzabile in conseguenza delle decine di navi affondate, oltre a tutte le attrezzature portuali annientate. I danni economici prodotti alla città furono incalcolabili. Le attività commerciali e quelle artigianali subirono un tracollo, impoverendo ulteriormente una popolazione già stremata dalle ristrettezze e dalla penuria di cibo procurate dal conflitto bellico.[su_spacer]

DSCN9583Gravissime le perdite umane. I pochi rifugi antiaerei approntati si rivelarono insicuri, tanto da diventare delle vere trappole mortali durante l’infuriare dei bombardamenti. Ancora oggi è impossibile quantificare il numero dei deceduti: approssimativamente si può stimare intorno alle seimila persone. L’incertezza deriva dal fatto che il cimitero di Trapani non potè contenere tutte le salme e, pertanto, molti corpi vennero trasportati per la sepoltura nei comuni limitrofi di Erice e Paceco. Molti cadaveri, recuperati giorni dopo tra le macerie, erano irriconoscibili e pertanto vennero rapidamente tumulati in tombe anonime.[su_spacer]

“Oggetto di continui bombardamenti, resisteva impavida alla furia nemica, offrendo alla Patria l’olocausto di seimila dei suoi figli migliori”. Così recita la motivazione della Medaglia d’oro al Valor Civile, concessa con decreto del 31 dicembre 1961 alla Città di Trapani e di cui è insignito il suo gonfalone.
Dopo quei tragici eventi, Trapani è risorta! Il senso di appartenenza, l’orgoglio, lo spirito di sacrificio e la fede in un futuro di speranza di chi sopravvisse va oggi, qui riconosciuto e apprezzato.[su_spacer]

*Foto Fabio Marino (dal sito istituzionale del comune di Trapani).

 

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