Nel corso di una perquisizione straordinaria in una cella del Reparto Mediterraneo della Casa Circondariale di Trapani “Pietro Cerulli”  dove sono allocati detenuti trapanesi è stato ritrovato un telefonino Alcatel di 11,8 centrimetri .

Il telefonino era stato nascosto abilmente all’interno della plafoniera della luce appesa al soffitto della cella, mentre in altro posto è stato ritrovato il caricabatterie.

“Il detenuto che ne ha rivendicato il possesso – dice il Comandante di Reparto Dirigente Agg. Di Pol. Pen. Giuseppe Romano – è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Trapani e rischia da 1 a 4 anni di reclusione; infatti con l’entrata in vigore del decreto legge n.130 del 21.10.2020 (c.d. decreto sicurezza bis) è stato introdotto l’articolo 391 ter del codice penale, che punisce l’introduzione e l’utilizzo in carcere di tali dispositivi di comunicazione. Finalmente la Polizia Penitenziaria è stata dotata di uno strumento giuridico concreto per cercare di porre un argine al dilagante fenomeno della introduzione e detenzione dei micro telefonini in carcere.

Un plauso ai baschi blu del Pietro Cerulli che nonostante le difficoltà operative legate alla carenza dell’organico, continuano nell’incessante opera di bonifica dell’Istituto”.

Fonte Alqmah

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