Scrivevamo ieri di trovarci davanti ad una tragedia, la tragedia della città di Trapani cui l’aveva condotta un solo attore protagonista: l’ex sindaco Mimmo Fazio. Ora però siamo alla farsa e protagonista è sempre lui. Dovrebbe trincerarsi dentro il suo fortino di Via Virgilio, ha scelto di andare in vacanza in quel di Marettimo abbandonando –  come fece un re fuggendo a Brindisi, gli italiani – i suoi mille afficionandos, quelli che non ragionano ma lo amano e lo seguono come si segue un guru indiano.

L’autore della tragedia passa alla farsa e difronte a quello che tutta Italia, non solo Trapani, definisce un atto di vergogna, trova il coraggio di scrivere un comunicato giustificativo, ma anche, come nel suo perfetto stile, pieno di offese, del suo comportamento schizzofrenico. Mancano solo le minacce, a lui care, ma quelle sa di non poterle più fare avendo dietro il collo la magistratura.

E che cosa scrive? Comincia col dire che l’indignazione che stà attraversando tutta la la città, anche della maggior parte di quelli che lo hanno votato, “è falsa, solo alimentata, ovviamente da Savona” (sic). Non lo sfiora per nulla il pensiero che l’indignazione sia vera, che è stato Lui e solo Lui ad alimentarla con il suo assurdo riprovevole comportamento. Non ha nominato gli assessori perché non doveva “accontentare qualcuno”. Ecco la verità che  viene fuori. In fondo Fazio che aveva già dato prova di saper mentire, è anche poco avveduto e fa trasparire il suo pensiero: a lui non è mai fregato nulla “dell’amata Trapani”, il suo interesse era solo di gestirla personalmente, come un ricco feudatario dell’800. Lo dice anche successivamente quando afferma che “Trapani ha bisogno di un Sindaco autorevole”, cioè Lui e solo Lui. Il suo smisurato Ego esce fuori con forza. Siccome Lui per fattori esterni ( arresto con l’accusa di essere un corrotto per la modica cifra di 250milaeuro e altri benefit) non può farlo, allora nessuno altro anche se  eletto democraticamente può farlo, meglio venga un commissario. La preoccupazione che la presenza di un commissario che per un anno paralizza, aldilà della sua volontà, la città con il rischio di farla sprofondare sarebbe per Lui “una paura del tutto immotivata”!!!!!!!!.

Insomma, viene fuori tutta la strategia che Fazio ha messo in campo già all’indomani del suo arresto, quando ha “riconquistato” una libertà provvisoria: avviare un forcing di campagna elettorale anche con grande spreco di denaro, magari con l’idea di vincere subito. Si sarebbe dimesso per ingraziarsi la magistratura, ma sarebbe arrivato il commissario. Non avendocela fatta  è passato alla seconda fase di un piano ben ordito: io mi ritiro, ma i miei afficionados sono sul campo, facendo intuire che andrà ugualmente al ballottaggio e che non avrebbe “consentito il subentro di D’Alì”; a nulla vale la giustificazione di averlo fatto per non essere accusato di inciucio con D’Alì. Scusa banale alla quale non crede nessuno visti i precedenti, ma soprattutto non si sarebbe trattato di favorire qualcuno. Ma la democrazia che una persona che per 15 anni ha rivestito importanti ruoli istituzionali ha dimostrato di non sapere dove stia di casa. Per mettere in campo il suo piano ha persino irriso, ancora una volta, come aveva fatto nella famosa intervista televisiva, la magistratura da lui considerata “il fattore esterno” che avrebbe determinato uno stravolgimento della competizione elettorale. La magistratura e non lui con le pesanti accuse che gli sono piovute e che se fosse stato realmente quel probo cittadino che ancora oggi non si vergogna di declamarsi doveva fare solo una cosa: uscire in quel momento dalla competizione elettorale. Ha dimostrato di non amare la città e di fare strame della democrazia. Ed infatti ha messo in campo la terza opzione del suo piano: non presentare gli assessori ( da avvocato conosceva  che c’era questo passaggio fondamentale), l’aveva previsto così come aveva previsto le conseguenze, cioè far saltare il ballottaggio non permettere che, almeno secondo i suoi desideri, Trapani avesse un Sindaco.

Sulle sue volgarità dirette ai “meschini, speculatori, lecchini, etc”,  intuiamo ci sarebbe anche chi scrive queste note e altri, non tutti, bravi colleghi giornalisti, non possiamo che rispedirli al mittente a colui che ha sempre amato circondarsi da “lecchini” e corifei.

Della farsa contenuta nel copione di quella lettera rimane il capitolo Damiano: il Sindaco che Lui ha voluto per gestirlo e che con atto di grande dignità della quale gli va dato atto, pur riconfermando il giudizio negativo sulle sue qualità di pubblico amministratore, ha saputo  prenderne immediatamente le distanze anche se questo ha provocato “l’ira funesta” di Fazio che ha ingaggiato contro Damiano una vera e propria guerra che si trascina ancora oggi. Ancora oggi, infatti, Fazio ritiene, senza vergogna, di rispondere alle accuse che Damiano gli rivolse nel 2013 quando scoprì cosa era stata veramente la gestione Fazio del comune. Oggi Fazio torna a ergersi grande amministratore pubblico ( ego e bugie all’infinito) e dà la colpa ai tanti consiglieri, la maggioranza, che non votarono la delibera per far dimettere Damiano. Per fortuna che lo hanno fatto! Ci saremmo ritrovati sicuramente, come si è visto, con un Sindaco che oltre a tenere in ostaggio, come un signore dell’ottocento,  la città avrebbe terminato il suo mandato anzitempo agli arresti domiciliari. Almeno ci è stata risparmiata quest’onta.

Aldo Virzì

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