Il portavoce al Senato del M5s Vincenzo Maurizio Santangelo stamane ha presentato l’ennesima denuncia ai Carabinieri di Trapani per l’avvenuto sversamento in mare di acque nere dal pennello che sbocca a pochi metri dalla spiaggia della litoranea nord, nei pressi del Cavallino Bianco e del quartiere Cappucinelli, e che dovrebbe essere collegato alle pompe di sollevamento dell’impianto di via Tunisi.

Che si tratti di acque nere o, nella migliore delle ipotesi, di acque miste, bianche e nere, lo prova il fatto che nel momento in cui veniva operato lo sversamento in mare, tra la mezzanotte e le due del mattino di sabato 28 aprile, gli odori nauseabondi di fogna si diffondevano sulla strada litoranea per almeno un centinaio di metri dal punto di immissione del pennello in mare. Non si è trattato di pochi metri cubi di acque di fogna (chiamiamole con il loro nome) ma di migliaia di metri cubi sversati in almeno un’ora con un altissimo potenziale d’inquinamento delle acque del mare, dei fondali nell’immediato intorno e della sabbia della vicina spiaggia.

Il portavoce Santangelo ha anche prodotto una registrazione video dello sversamento in mare. Episodi analoghi erano già stati denunciati nell’estate del 2012 (le immagini sono ancora su youtube), nel settembre 2016 (si ricorderà che il Comune fu costretto a vietare la balneazione in quel tratto di costa) e di nuovo nel febbraio 2017.

In occasione di quest’ultimo episodio fu presentata un’interrogazione parlamentare alla quale rispose il Ministro per l’Ambiente Galletti che, da notizie acquisite dal Comune di Trapani, attribuì lo sversamento a una manovra che, per consentire delle riparazioni, convogliò le acque nere sulla rete bianca e quindi «agli scarichi emergenziali entrati in funzione per smaltire le acque reflue che non potevano essere convogliate al depuratore».

 

Qualcuno dal Comune dovrà spiegarci perché nelle ore notturne, prima del mattino di sabato 28 aprile, è stata operata una manovra che, in assenza di piogge torrenziali o di segnalati guasti, ha causato lo sversamento in mare. Sentiamo di essere nel pieno diritto di chiederlo, anche perché la direttiva 91/271/CEE prevede che il pubblico venga informato mediante relazioni periodiche in merito allo smaltimento delle acque reflue urbane e dei fanghi derivanti, e perché il diritto alla consapevolezza di quanto accade nelle stanze di chi amministra la nostra quotidianità è alla base della democrazia. Invitiamo tutti i cittadini, soprattutto coloro che abitano in quella zona, i numerosi podisti che transitano a pochi metri dal quel punto di sversamento, quanti fruiscono del vicino CCR, a vigilare costantemente e a denunciare episodi che riteniamo dei veri e propri attentati all’ambiente e alla salute pubblica.

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