Dopo l’Assessore Regionale alla cultura Alberto Samona’, di cui ad oggi l’unica cosa degna di nota sono le sue poesie sul nazismo, un’altra nomina preoccupante arriva da Erice.
Sempre in tema di cultura la Fondazione Erice Arte sceglie Giordano Bruno Guerri, del quale non mi permetto di discutere il curriculum, ma del quale non si possono dimenticare  le frasi sull’antifascismo.

Il nuovo Sovrintendente dichiarava alla stampa circa un anno fa che:“Il rischio di fascismo non esiste, le minacce da temere sono altre, a cominciare da quella religione civile, imposta nel Dopoguerra, che ora resuscita fantasmi dal nulla”.
È preoccupante la decisone della Fondazione Erice Arte, in un comune di
centro sinistra che aveva anche votato all’unanimità una mozione
antifascista, alla quale non si diede mai seguito, dopo le proteste di noti esponenti di destra. Sono tempi difficili, dove certi rigurgiti sono vivi più che mai,
incendiano le piazze e alimentano gli scontri sociali, non si può fare finta di nulla.
Non vorremmo vedere anche ad Erice, Città della Pace, una mostra sul
culto del Duce, già organizzata dallo stesso Guerri proprio a Salo’.
Una scelta curiosa peraltro in linea con quelle regionali, nonostante gli indirizzi politici opposti. Bisognerebbe chiedersi come si fa a ricordare Pietro Ermelindo Lungaro,
vittima delle Fosse Ardeatine il 25 aprile ed affidare la cultura ad
un professionista che ha affermato che non si può demonizzare il
fascismo, che durante quel ventennio fece anche cose buone,
dichiarazione peraltro contestata dallo stesso Presidente Mattarella.

                                                                                                       ValentinaVillabuona
                                                                                            Presidente Assemblea provinciale Pd

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